
UNITI PER SOPRAVVIVERE
La massa di persone che fuoriesce dal mondo del lavoro in età precoce, sta ormai aumentando. Contemporaneamente si parla sempre con più insistenza di un allungamento dell’età pensionabile.
Si crea cosi un gap difficilmente colmabile se non si interviene con urgenza e determinazione.
giovedì 4 ottobre 2007
Una compagna di sventura racconta:
ciao Giovanni,
siamo colleghi nella "disoccupazione over età...".
Over età a 20 anni dalla pensione ?
Ero partita con grinta e grande carica alla ricerca di una nuova occupazione. Non mi sentivo vecchia, tutt'altro. Ma ho sbattuto il muso sui portoni chiusi e mi sento ko. Avevo anche scritto mail di sensibilizzazione al problema ad alcuni politici ed esponenti dello Stato. Mi sono rivolta a tutti i centri etc che parlavano su internet del problema.
HO COMPRESO : il problema è nostro e ce lo dobbiamo risolvere da soli.
Una piccola nota si potrebbe semmai fare sull'idiozia della mentalità del comparto sociale che ci circonda.
E che dire, poi, sulla demagogia politica di dividere i disoccupati italiani in tante sotto-categorie (giovani, over, in mobilità etc...)in modo da fiaccarne la forza e la compagine ?
Il nocciolo del problema ? La pubblicità. I mass media creano condizionamenti insormontabili su cervelli non protetti da schermi mentali. In tal senso qualcosa si è fatto a Londra. In Italia non si farà nulla.
In America la discriminazione al lavoro per età è punita dalla legge.
Potrei scrivere un libro sulle mie riflessioni all'espulsione dei lavoratori adulti dal mercato del lavoro.
Dopo anni dalla mia morte, forse, la mentalità italiana diverrebbe più evoluta e civile.
La gente come me, come noi, non ha la forza per fare il Don Chisciotte della situazione. Non qua in Italia.
Non quando si deve lottare a capo chino e vergognandosene persino ( "quanti anni ha ???????????????????? )solo per non finire per strada.
mercoledì 17 gennaio 2007
Sgravi fiscali alle Aziende che assumono Over 40
Preso atto che - esperienza e professionalità – sono valori di cui i lavoratori maturi sono portatori. E tenendo conto del rischio sociale in cui si trova tale categoria di persone all’indomani della perdita del lavoro, paragonabile ad un vero e proprio fallimento, sia sotto l’aspetto finanziario, che morale – propongo di lanciare una proposta per favorire il reintegro in azienda dei disoccupati in età matura -. Quella, cioè, di istituire all’interno delle agenzie e centri provinciali per l’impiego accreditati, degli sportelli ad hoc, i quali sfruttando fondi stanziati da stato o enti locali, mettano a disposizione delle aziende che intendono assumere forza lavoro matura, gli opportuni strumenti finanziari, sottoforma di sgravi fiscali. Affiancando, magari a tutto cio, un piu efficace sistema di ammortizatori sociali.
giovedì 4 gennaio 2007
Nel mezzo del cammin di nostra vita...
Intendo sensibilizzare, con l'apertura di questo Blog, l'opinione pubblica, ed in particolare quella dei lavoratori che a 40anni o più, si trovano improvvisomante , come il sottoscritto, fuori dal mercato del lavoro, in seguito alla perdita dell’impiego, spesso per motivi non dipendenti dalla propria volontà.
L'obiettivo che mi prefiggo è quello di invitare alla collaborarazione, il maggior numero possibile di ex lavoratori, organi di informazione e istituzioni, portando idee e proposte concrete. Dando vita, partendo da Bologna, ad un vero e proprio movimento di opinione, impegnato ad affrontare le tematiche del reinserimento dei lavoratori maturi espulsi, persone che dopo aver contribuito, per anni, nel loro piccolo, alla crescita della loro Azienda, ingiustamente vengono emarginati, Lavoratori che invece potrebbero cotribbuire (con l'ausilio di strumenti di incentivazione alla riassunzione da parte delle imprese), ad alleggerire il peso della spesa pensionistica, portando nuove risorse alle casse dell’INPS.
Oltretutto se teniamo presente che si contano centinaia di migliaia di casi di emarginazione lavorativa in età matura, si capisce che si va in contro a una vera e propria emergenza Sociale e Sanitaria.
Questo fenomeno, secondo me, è dovuto al fatto che dopo un certo periodo di inattività, un disoccupato (o precario), sente venir meno, oltre al reddito e la professionalità acquisita negli anni, anche la propria autostima, principalmente per la mancanza di un ruolo di partecipazione al fabisogno familiare e di esclusione sociale. Di conseguenza, in molti casi, questo influisce anche sullo stato di salute del singlo ( quasi sempre di natura psicologica sotto forma di depressione ).
Di Palma Giovanni
giovedì 28 dicembre 2006
Riqualificare i Servizi Pubblici per l’Impiego
E' necessaria una riqualificazione dei Servizi Pubblici per l’Impiego, (ex Collocamento) in particolare sotto l’aspetto dei criteri di costituzione delle graduatorie per l’assegnazione ad asta di posti di lavoro negli enti pubblici; mi riferisco al metodo ISEE, troppo penalizzante per un disoccupato, che trovatosi improvvisamente senza lavoro, con famiglia, figli e affitto o mutuo da pagare, nonostante abbia maturato una sua professionalità, sia costretto a vedersi scavalcato da altri lavoratori che secondo il suddetto criterio di selezione debbano semplicemente dimostrare di essere disoccuoati di vecchia data.
Mi viene da pensare che il candidato ideale, secondo questo criterio di scelta, probabilmente o non mangia o fa il mantenuto, o semplicemente, evade le tasse (senza nulla togliere a coloro che vivono da tempo una situazione di precarietà forzata).
Mi riesce difficile immaginare che tutti coloro che riescono ad accedere al vertice della suddetta graduatoria siano effettivamente la categoria piu a rischio.
Posso pensare invece che che molti di essi, rientrano nella categoria di soggetti a carico di terzi, di conseguenza a minor rischio sociale rispetto ad un lavoratore che ha già investito sulla propria e altrui vita, scommettendo sulle opportunità offerte dalla socetà, la quale non sembra ricambiare affatto questa buona volontà, ma al contrario, incentiva con questi meccanismi, in alcuni casi, anche a non denunciare reddito (magari attraverso il lavoro nero), premiando la disubbidienza o il menefregismo di chi sfrutta le crepe di un sistema di selezione che non tiene conto affatto del curriculum o di situazioni di emergenza sopraggiunte improvvisamente, su famiglie che hanno avuto la sola colpa, nel loro piccolo, di contribuire alla produzione di investimenti utili allla collettività nel suo insieme.
sabato 2 dicembre 2006
Tra incudine e martello
Il martello costituito dal mondo imprenditoriale con relative associazioni di categoria datoriali, è in continua evoluzione e richiede professonalità sempre piu specifiche possibilmente gia formate e flessibili, rifiutando molto spesso il reinserimento dei lavoratori maturi, accettandoli solamente per la parte che riguarda i possibili incentivi.
C’è poi l'incudine, rappresentata dalla staticità e impotenza degli apparati dello Stato, Enti Locali, Rappresentanze Sindacali, Uffici per l’impiego ecc. I quali manifestano soprattutto indifferena, insensibilità e distacco da queso problema Sociale.
In mezzo c’e il lavoratore maturo costretto a districarsi tra la marea di agenzie di lavoro interinali o altro e il “nulla”.
L'Unione fa la forza
Solo unendo le forze di questa tanto bistrattata quanto preziosa forza lavoro matura, si puo cercare di sfondare quel muro fatto di Burocrati e Affaristi accecati dal profitto, incapaci di guardare oltre le proprie tasche.
Solo facendo pesare le nostre ragioni, dimostrando di essere in tanti ( 600.000 circa ), ed in continuo aumento, possiamo rendere evidente che se le cose continuano cosi, oltre a rappresentare un grosso problema sociale, in futuro potremmo trasformarci in una vera e propria mina vagante.
Tra Contratto Formazione e Pensione
Ormai i tempi tra l'inizio dell'attività lavorativa e la pensione si stanno sempre più allungando e non sempre il lavoro che hai iniziato a ventanni riesci a portarlo avanti fino alla fine dell'attività lavorativa, vuoi perchè l'azienda che hai scelto (o ti ha scelto ) non era quella giusta o per il semplice motivo che la stessa è in crisi e quindi deve allegerire i costi.
PROPOSTA DI LEGGE d'iniziativa del deputato ASCIERTO
Disposizioni per favorire il reinserimento nel mercato del lavoro
dei lavoratori ultraquarantenni
Presentata il 19 maggio 2005
La presente proposta di >legge intende colmare una lacuna normativa relativa al reinserimento nel mondo del lavoro di quei soggetti lavoratori ultraquarantenni precocemente esclusi dai circuiti lavorativi.......vai